Come avrete notato non sono uno che scrive molto. Potreste dirmi " allora perché diavolo hai aperto un blog"? Beh, perché una cosa non esclude l'altra.
Infatti di cose da dire ne avrei a pacchi, anche se spesso mi si accavallano e diventano talmente complessi i discorsi, tante le cose da dire che mi trovo spompato ancora prima di cominciare.
Cercherò quindi di affrontare un pezzetto alla volta. Speriamo di non fare casino come al solito.
Comunque sia ho scelto un titolo per questo post che riflette singolarmente la mia sostanziale visione della politica italiana.
Ahi ahi.. lo so.. è un argomento spinoso.. ma tutto ciò che dirò non è frutto di anni di pratica della saccenza, ma un punto di vista, sicuramente pieno di lacune, di una persona che ha sempre cercato di capire le cose, chiedendo spiegazioni a chi ne sapeva o ne diceva di sapere di più, cercando di non perdere mai di vista il buon senso.
Qualche d'uno di voi, già a questo punto, potrebbe aver detto ma questo è di sinistra, di destra o di centro. Niente di più sbagliato. Primo, perché sono convinto che da un bel po' di anni a questa parte non esistano più queste distinzioni, sempre ammesso che avessero avuto quanto meno una parvenza di valore almeno in passato. Secondo perché io, a tutt'oggi, non ho mai votato. Anche qui non mancheranno i commenti, ne sono certo, è naturale che ce ne possano essere. Non di meno anche alcuni tra i miei amici mi hanno contestato questo fatto, portando per la maggiore la motivazione che, chi non va a votare contribuisce alla egemonia dei vari partiti ed inoltre, secondo loro, avrebbe meno diritto di coloro che vanno a votare nel muovere critiche verso la situazione politica del momento. Ecco, su questi due punti non sono molto d'accordo.
Innanzitutto sappiamo che durante una votazione ci sono delle schede che non vengono considerate, almeno inizialmente, in quanto sono nulle, bianche o altro. Se il numero dei voti non risulta essere sufficiente, per esempio, vengono "ripescate" e suddivise in modo da poter stabilire un vincitore. Ora poniamo il caso, per assurdo, che nessuno vada a votare. Cosa potrebbe succedere secondo voi? Fare una nuova votazione? Se nessuno è andato alla prima è facile che non ci vada neanche alla seconda. Accettare e dichiarare pubblicamente che il sistema politico non interessa più al popolo e che il governo è ufficialmente fallito come istituzione? Naaaaa... e chi ci crede? ;) O che, forse, potrebbero spartirsi comunque degli inesistenti voti, secondo chissà quali parametri visto che in realtà le schede sono tutte bianche? Quindi, se come nella matematica, per esempio, per riuscire ad inquadrare una regola, un teorema, un postulato, ecc.. bisogna anche considerare i casi assurdi, che di fatto lo identificano e ne svelano la natura stessa, i limiti e le peculiarità, mi verrebbe quasi da dire che nella democrazia italiana il voto, e quindi il popolo, è superfluo. Ma daiii.. ma cosa mi viene in mente... non potrebbe mai essere... o si? :-
Per quanto riguarda il secondo punto, ovvero il fatto che chi non vada a votare abbia meno diritto di chi vota nel criticare il governo, mi vede dissentire nuovamente. Non perché in condizioni diverse da quelle attuali il voto non sia importante, ma soprattutto perché il voto è sostanzialmente un'espressione di fiducia che l'elettore concede al partito e/o alla persona di preferenza. Sempre per assurdo, se fosse possibile votare per tutti, chi dovesse ricorrere a questa pratica dovrebbe sostanzialmente accettare tutte le critiche mossegli in campo politico, avendo lui concesso la propria fiducia a tutti.
Viene da sé che è proprio chi non ha votato che può redarguire chi invece l'ha fatto, in quanto non ha concesso la propria fiducia o non ne ha trovato nessuno degno.
Direi che per oggi può bastare ;) cheerio